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La respirazione del cantante

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Da sempre si dice e si pensa che per cantare bisogna imparare a respirare.

La mia esperienza vocale e didattica mi sta testimoniando esattamente il contrario: solo imparando a cantare potremmo, forse un giorno, imparare a respirare!

E' molto più facile produrre un suono che “permettere un respiro”!

Eppure nei nostri conservatori e nella maggior parte delle scuole musicali, ignorando (mi auguro confidando nella buona fede dei colleghi) che solo una respirazione fisiologica può sostenere il canto, si affossano ed incastrano le voci dei nostri cantanti ed aspiranti tali con esercizi e “trattamenti” che nulla hanno di fisiologico.

Sul versante opposto ci sono lo Speech Level Singing di Seth Riggs o Brett Manning, il Voicecraft di Jo Estill e tutte le tecniche che professano il “respira come vuoi” e non danno nessuna direttiva in tal senso.

D'altronde come si può “insegnare” (che significa incidere ed imprimere dei segni) qualcosa che dovrebbe fluire liberamente?

E sul web si parla incessantemente di diaframma, di muscoli respiratori, di appoggio e di sostegno... e va tutto bene! Ma se non si rimane rilassati e non si permette che il meccanismo respiratorio funzioni autonomamente non si farà che mettere la sordina alla nostra voce!

Personalmente non parteggio quindi né per l'insegnare né per l'ignorare tale divino potenziale.

Credo invece sia opportuno e costruttivo condurre per mano il cantante alla riscoperta del medesimo e degli adattamenti muscolari inconsci che mettiamo spesso in atto nelle faccende della nostra quotidianeità e che sosterebbero meravigliosamente il nostro canto...

La bellezza sta nel consapevolizzarli e “richiamarli” all'occorrenza.

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